Casa Magetti, la miniserie. Dall’idea alla pubblicazione.

Agli inizi di dicembre, nel pensare alla campagna di Natale di Salebox Studio, ci siamo chieste come poter comunicare al nostro pubblico alcuni concetti complessi in un modo più divertente ed appassionante dei soliti paroloni fumosi che spesso troviamo in rete.

Se avessimo parlato di SEO, SEM, Adwords o Automation probabilmente la gran parte dei nostri Fan non avrebbe nemmeno finito di leggere il post e allora abbiamo pensato a qualcosa di davvero coinvolgente! Disegni, colori, musica, battute: esatto, UN VIDEO! Per l’esattezza una miniserie composta da 4 puntate interamente realizzate da noi.
I video sono infatti uno strumento vincente in grado di attrarre nuovi visitatori coinvolgendo la loro parte più istintiva.
Gli studi hanno dimostrato che vengono elaborati dal cervello 60.000 volte più velocemente rispetto al testo. In questo modo si può davvero dare ai visitatori molte informazioni in un brevissimo lasso di tempo, la chiave giusta per ottenere attrazione.

LA PROGETTAZIONE

Va bene, ma adesso basta parlare di questo, vogliamo raccontarvi come abbiamo fatto a creare la nostra miniserie.
Come tutte le idee è nata in una mattina qualunque da una chiacchierata qualunque sulle rive del fiume Taro (non un fiume qualunque) nel ridente villaggio di Ramiola di Medesano. Un po’ per gioco e un po’ per davvero abbiamo iniziato ad ipotizzare una trama, immaginandoci i vari personaggi, le loro voci ed i loro caratteri.
Non appena capito che poteva essere un’idea vincente, ci siamo immerse in una lunga seduta di brainstorming (non è una malattia) al fine di individuare la cornice in cui svolgere la nostra narrazione e tutti i dettagli del caso che ci permettessero di raccontare una storia coerente e fortemente ironica. Il deserto, Baldassare da Vicenza, il siculo Melchiorre, Gaspare “er Capoccia”, Gesù bambino detto il Nazareno e una festa da non perdere. Ecco tutti gli ingredienti per una serie coi fiocchi.
Un’evidente allegoria del mondo digitale e della necessità di far trovare la propria azienda ai propri potenziali clienti offrendo loro una vera e propria esperienza positiva costellata di strumenti ad hoc e contenuti ben redatti.
Definita la trama e le varie caratterizzazioni siamo quindi passate alla parte più strettamente operativa suddividendoci i compiti a seconda delle nostre peculiarità ed inclinazioni.

 

DALL’IDEA ALLA REALIZZAZIONE: disegni, doppiaggio e montaggio

Una volta messa a punto lo storyboard [ovvero la rappresentazione grafica, sotto forma di sequenze disegnate in ordine cronologico, delle inquadrature] comprensivo di dialoghi e parti narrate – fase davvero divertente e creativa ai massimi livelli-, siamo passate alla realizzazione dei disegni ed il doppiaggio dei dialoghi. Per realizzare i personaggi Simona, la nostra Artemisia Gentileschi della Val Taro, si è servita di un semplice iPad attraverso il quale ha riprodotto con un’apposita whiteboard tutte le sequenze dando vita ai personaggi e alle loro espressioni. “La cosa più difficile è stata disegnare la testa del Nazareno” è stata la sua prima testimonianza a fine lavori.

Ma fermi tutti, qui una domanda sorge lecita e spontanea. Perché abbiamo voluto utilizzare i personaggi della nota serie tv “Family guy” , meglio nota come “Griffin” prendendoci anche la briga di ridisegnarli uno per uno da zero? Rispondiamo subito dicendo che si è trattato senz’altro di scelta strategica. Questi personaggi, oltre ad essere molto conosciuti e quindi a colpire l’utente come pochi altri avrebbero saputo fare, vengono inevitabilmente accostati ad una forte carica ironica e satirica che li contraddistingue consentendo così di giocare con personaggi appartenenti alla tradizione cristiana senza destare troppo scalpore.
Una volta terminate le singole scene Simona ha poi proceduto al montaggio video creando lo scheletro dell’animazione.
Parallelamente Clarice e Valentina con l’aiuto tecnico di Andrea, nella stanza a fianco, registravano i dialoghi (ad onor del vero non senza risate incontenibili e indimenticabili papere) attraverso un programma ad hoc che ha consentito loro di modificare i toni delle voci a tal punto dal renderle irriconoscibili.


Pensavate anche voi che si trattasse di persone diverse, vero? E invece no, è bastata una sola voce femminile per dar vita a tanti personaggi così diversi.
Terminato il doppiaggio abbiamo finalmente potuto scandire i tempi ed adattare la bozza del video a dialoghi e musiche.

Ed ecco in men che non si dica la prima serie animata interamente realizzata da noi nata dalla voglia di comunicare in modo completamente inedito attraverso creatività e tecnica. Se ve lo state chiedendo Casa Magetti è solo l’assaggio di altre opere prime. #stayMattGroening